Friday 20 February 2026 - 20:41
L’isola di Epstein, l’anima nera nascosta dell’Occidente moralista

Il caso di Jeffrey Epstein non può essere ridotto a un semplice scandalo pedofilo o a una deviazione individuale, perché questo caso è in realtà uno degli esempi più evidenti dell’intreccio tra potere, ricchezza, corruzione e impunità politica nella struttura della democrazia liberale occidentale.

Agenzia Hawzah News – Negli ultimi tempi, nel panorama mediatico e nello spazio virtuale, quasi tutti hanno sentito il nome «Jeffrey Epstein» o letto notizie e articoli su questo criminale finanziere americano pedofilo e sulla tragedia consumatasi nella sua isola privata.

Il Leader Supremo della Rivoluzione Islamica è recentemente intervenuto sulla questione, dichiarando:

«La rivelazione delle sorprendenti corruzioni nel caso della “famigerata isola” mostra la realtà della civiltà e della democrazia liberale occidentale. Tutto ciò che avevamo sentito sulla corruzione dei leader occidentali è una cosa, ma il caso di quest’isola è un’altra. Naturalmente, questo è solo uno tra i molti esempi delle loro immoralità e, così come questo caso non era evidente ed è emerso, molti altri casi emergeranno in futuro»

Il frutto avvelenato della democrazia liberale occidentale

Secondo Morteza Mofidnejad, i media occidentali tendono a eludere un’analisi sistematica e strutturale di questo caso, cercando di ridurlo a un episodio isolato e semplicemente doloroso, anziché affrontarne le implicazioni profonde sul rapporto tra potere, ricchezza e impunità.

Questo giornalista aggiunge che è necessario sostituire un’analisi testuale limitata con una lettura più ampia e contestuale del caso Epstein. Il caso di Jeffrey Epstein non può essere ridotto a un semplice scandalo pedofilo o a una deviazione individuale, perché rappresenta in realtà uno degli esempi più evidenti dell’intreccio tra potere, ricchezza, corruzione e impunità politica nella struttura della democrazia liberale occidentale, una struttura che per anni si è presentata, con gli slogan di trasparenza, legalità ed etica politica, come modello globale, ma che di fronte a questo caso si è mostrata incapace o priva di volontà.

Mofidnejad ha aggiunto che Jeffrey Epstein non era una figura marginale, ma un individuo con ampio accesso alle élite politiche, finanziarie e mediatiche degli Stati Uniti e dell’Europa. La presenza ricorrente attorno a lui di politici di alto livello, miliardari, accademici e figure influenti ha mostrato al mondo l’esistenza di una rete di potere che per anni ha operato al di sopra della legge. È proprio a questo punto che occorre affrontare seriamente la questione fondamentale: come è stato possibile che, per anni, le persone coinvolte in questo caso siano rimaste ignorate e senza conseguenze?

Il giornalista osserva inoltre che per anni chi parlava del declino della civiltà occidentale veniva sottoposto ad attacchi personali e intellettuali e, con ogni mezzo, si cercava di dimostrare che essa continuasse a splendere. Ma il tempo ha rivelato che l’interno di questo vecchio albero è ormai così marcio e svuotato da rendere elevato il rischio di crollo e distruzione.

Le derive di una politica senza etica

Morteza Mofidnejad ha aggiunto: «Quell’isola e gli eventi che due decenni fa vi si sono consumati nel silenzio e all’insaputa dell’umanità portano un messaggio chiaro per il mondo: la politica senza etica, prima o poi, giunge a un vicolo cieco di legittimità. Occultare la verità, eliminare persone e gestire mediaticamente la crisi può forse funzionare nel breve periodo, ma nel lungo termine erode la fiducia pubblica. Sebbene si dica che il proprietario di quell’isola sia morto da diversi anni, il suo caso è stato riaperto di recente ed è diventato un simbolo di contestazione dei fondamenti teorici dell’Occidente moderno».

Il doppio standard mediatico dell’Occidente nel caso Epstein

La dottoressa Masoumeh Nasiri, docente e ricercatrice in alfabetizzazione mediatica, ha sottolineato che il caso Epstein richiede un’analisi mediatica rigorosa e approfondita. In un mondo in cui anche i più piccoli eventi possono trasformarsi in grandi notizie, è legittimo chiedersi come un caso di tale portata sia rimasto a lungo nell’ombra, tra censura e occultamento mediatico.

Ha aggiunto: «Nonostante la pubblicazione di alcune informazioni relative a questo caso, sembra che la trasparenza mediatica e la libera circolazione delle informazioni, di cui l’Occidente si è sempre vantato, non siano state pienamente rispettate. Inoltre, la diffusione di tali informazioni è stata in realtà il risultato di conflitti politici e di sicurezza tra diversi Paesi, i quali stanno attualmente sfruttando la gestione di queste rivelazioni come strumento di influenza sull’opinione pubblica».

Ha spiegato inoltre: «La questione principale è che il sistema occidentale, pur parlando da anni di diritti umani e libera circolazione delle informazioni, ha nascosto questo caso dietro livelli di censura e controllo dei contenuti, inducendo il pubblico a interrogarsi su chi decida cosa mostrare, quando e con quale prospettiva».

Quando i crimini coinvolgono i leader occidentali

Nasiri ha altresì sottolineato che oggi molte questioni di scarso rilievo vengono artificialmente amplificate, mentre temi cruciali come questo caso, la situazione a Gaza e altri eventi contrari agli interessi delle potenze dominanti restano nell’ombra.

Ha poi aggiunto: «Dal punto di vista mediatico, non si può ridurre questo caso ai soli aspetti legati ai diritti umani e agli abusi sui minori, per quanto siano estremamente rilevanti. Se un fatto simile fosse avvenuto in un Paese musulmano, i media occidentali lo avrebbero trasformato in uno scandalo globale; ora però che coinvolge i leader occidentali, non si registra né imbarazzo né una reale indagine da parte dei principali media».

Una questione che va oltre gli abusi sessuali

La docente ha proseguito: «Lo strato più profondo di questa vicenda va oltre gli abusi sessuali sui bambini, perché la questione principale riguarda rituali satanici e il tentativo di creare una sorta di nuova religione sull’isola. Tutte le religioni divine devono reagire in modo serio e coordinato a livello globale».

Ha poi aggiunto: «Qui il contrasto tra diritto e torto, purezza e impurità, Dio e Satana si manifesta in modo chiaro e evidente. Il lettore consapevole deve chiedersi come un caso di tali dimensioni, con segnalazioni di decine di migliaia di bambini vittime nel panorama mediatico mondiale, possa scomparire e perché nessuno ne parli. Le mani che decidono cosa mostrare e cosa nascondere sono le stesse che nascono da approcci malvagi. È necessario esaminare anche il ruolo di Hollywood, della musica e di altre industrie culturali occidentali nella promozione di questi approcci».

Nasiri ha quindi concluso: «Dal punto di vista dell’alfabetizzazione mediatica, ci troviamo di fronte a un nuovo contesto mediatico, che non si limita più al contenuto apparente, ma analizza anche la fonte del messaggio, l’ideologia del mittente e il legame con questi flussi nascosti. Pertanto, nell’insegnamento e nell’analisi dei media, è necessario conoscere con precisione questi livelli profondi e parlarne».

A cura di Mostafa Milani Amin

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